Storia locale · 20 Maggio 2026

La manutenzione della Strada di Canale nel 1790: il ruolo chiave di Villa Saletta e l’accordo con Casa Riccardi

di Angiolo Gherardini
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Il sopralluogo del 1790 e la viabilità di Palaia

Il 11 gennaio 1790, Giuseppe dell’Agnello, Provveditore delle Strade e Fabbriche della Comunità di Palaia, presentò ai Gonfaloniere e Priori una dettagliata relazione tecnica sulla Strada di Canale. Il documento, redatto a seguito di una deliberazione del 9 novembre 1789, descrive lo stato del collegamento viario che partiva dalla Porta Sotto la Foresteria di Palaia e giungeva fino al “Novo Ponte” situato sotto S. Michele, sulla strada maestra per Pontedera.

Nella stesura della perizia, un ruolo operativo centrale fu svolto dall’Agente di Villa Saletta. Nel documento si specifica che il sopralluogo fu condotto:

“in compagnia dell’Agente di Villa Saletta come pratico dei luoghi ove trovarsi possa quei sassi necessari p[er] i lavori che in questa dirò, e p[er] lo scavo dei Tufi Renosi p[er] fare i necessari riat-tamenti”

La presenza dell’agente si rivelò fondamentale non solo per l’individuazione dei materiali lapidei idonei, ma anche per definire i confini e le modalità di intervento nei pressi della Villa stessa e dei possedimenti limitrofi lungo il tracciato.

Interventi tecnici e l’accordo economico con Casa Riccardi

La relazione articola gli interventi necessari in quattordici punti specifici, distribuiti progressivamente lungo il percorso. I lavori comprendono la ricalzatura di cordoni, il riempimento di buche, lo sbassamento e l’allargamento di tratti incassati e la costruzione di “sinice” (muri di contenimento a secco) dotate di “zane” centrali per favorire il drenaggio delle acque meteoriche. Tra le opere murarie più significative spicca la realizzazione di una spalletta in mattoni cotti e calcina presso il Castello di Savoino, adiacente alle proprietà dei Fratelli Senci e del Dottor Monti.

Sotto il profilo economico, il documento attesta un’importante sinergia tra l’amministrazione pubblica e i grandi proprietari terrieri privati. Grazie alla mediazione e agli accordi presi, la Comunità di Palaia ottenne il diritto di estrarre il tufo renoso necessario ai riattamenti direttamente dai terreni della Casa Riccardi (“Effetti Riccardi”), senza alcun gravame finanziario per le casse pubbliche. La restante ghiaia necessaria per i tratti stradali prossimi all’ingresso della Villa e al Novo Ponte sarebbe stata invece estratta dai fiumi Roglio e Moglio.

Stima dei costi e impatto sul territorio

Il computo metrico dettagliato dal Provveditore dell’Agnello quantifica la spesa complessiva delle opere in 570 lire e 4 soldi. Ciascun lotto di lavori presenta una stima analitica: si va dalle 8 lire per i primi interventi fuori dalla Porta Sotto la Foresteria fino alle case di Montajone, alle 117 lire e 1 soldo per i Poggetti, fino alle 148 lire e 12 soldi destinati alla ghiaiatura del tratto che dalla piazza della Villa conduceva al Novo Ponte.

Oltre al valore amministrativo e infrastrutturale, la relazione offre una precisa mappa dei proprietari terrieri dell’epoca. Nei quattordici punti vengono infatti menzionati come confinanti numerosi soggetti storici, tra cui gli Eredi Susini e Landolfi al Poggio, gli Eredi della Chiesa di Partino, Ser Pietro Sanetti Riccardi, la Certosa, i proprietari Agostini, Lenzi, Campini e i Fratelli Barzotti. La perizia si configura così come una fonte documentaria di rilievo per ricostruire la fisionomia agraria e sociale della Toscana tardo-settecentesca.