Accordi Nobiliare e la Gestione del Patrimonio
Il 30 ottobre 1914, nel pieno del Regno d’Italia, fu redatto un fascicolo di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche contrattuali e della gestione patrimoniale dell’epoca. Il documento, intitolato “Fascicolo Affitto di Palaia: valutazione dei lavori ai fabbricati colonici e urbani per il Cav. Augusto Del Frate”, cristallizza gli accordi intercorsi tra i Nobili Signori Contessa Maria e Conte Lorenzo Bini-Smaghi, rappresentati dal Cav. Alceste Salvadori, e il Nobile Uomo Cav. Augusto Del Frate, affittuario, la cui rappresentanza era curata dal Sig. Giuseppe Soldani. L’obiettivo primario era dirimere preventivamente questioni relative alla manutenzione degli immobili.
Intendendosi e volendosi che lo stato attuale degli affissi, sogliami e pavimenti non debba al momento della riconsegna né giovare né nuocere all’una o all’altra parte
Questa postilla, approvata da Giuseppe Soldani e Alceste Salvadori, sottolinea la volontà di mantenere “ottimi rapporti esistenti fra le due Nobili famiglie”, evitando futuri “disgusti” al momento della riconsegna degli immobili.
Fabbricati tra Deperimento e Necessità di Sicurezza
La valutazione, condotta dai periti incaricati, ha rivelato uno stato generale di manutenzione “tra il deperimento e la funzionalità” per numerosi fabbricati colonici e urbani situati nelle aree di Palaia, come il Podere Rocca I e II, il Podere della Casetta, S. Emilio, Capannacce, Agliatone, Chiudendone, Poggio, S. Francesco, Poderino I e II, Monticino, Fornace I e II, Lago, Magazzini, Palazzo Orsi e Casa della Madonnina. Nonostante molte strutture fossero ancora “atti all’uso”, si evidenziava la necessità di interventi per “preservare la sicurezza”. Affissi interni, impiantiti delle cucine e sogliami in pietra mostravano segni di logorio e rottura, benché il loro deperimento fosse considerato lento e giudicabile anche a scadenza dell’affitto. Alcune condizioni strutturali, come “cretti” nelle pareti o travi “poco buone”, erano notate ma non considerate immediatamente pericolose, richiedendo però sorveglianza e futura riparazione a carico del proprietario.
Il Meticoloso Bilancio dei Lavori e le Responsabilità
Il fascicolo si distingue per la sua minuziosità, elencando “articolo per articolo” i lavori necessari e ripartendo le spese tra affittante e affittuario. Vengono omessi i lavori ordinari, di esclusivo carico degli affittuari, e quelli non riconosciuti necessari o dilazionabili. Tra gli interventi previsti, si annoverano il “Cambio di travicelli al palco della latrina” per £ 4.00, la sostituzione di travi e correnti nei tetti e nei solai (es. £ 60.00 per il palco della stalla del Podere Rocca I), o il restauro di volte e pareti. Esempi specifici includono il “Rinzaffatura delle pareti esterne nelle parti più deperite” (£ 10.50 per il Podere Rocca II) o la “Ricostruzione del muro pericolante nella capanna” (£ 100.00 per il Podere Rocca II).
Interessante è la gestione delle criticità non immediate: per una trave avariata nel celliere del Podere Rocca II, si specifica che il restauro, quando necessario, sarà a carico dell’affittante. Anche al “Palazzo Orsi” e alla “Casa della Madonnina”, con il suo tetto “ceduto”, si annotano lavori di restauro diretti del proprietario. Questa documentazione offre uno spaccato inestimabile delle pratiche di conservazione del patrimonio edilizio rurale e urbano e delle complesse relazioni contrattuali nell’Italia pre-bellica, delineando con precisione le responsabilità per ogni singola riparazione, dal piccolo intervento alla ristrutturazione più consistente, con l’intento di preservare sia gli immobili che i legami sociali tra le famiglie coinvolte.