Storia locale · 1 Maggio 2026

Un Acquisto di Terra e Olio nella Toscana del 1888: L’Atto Notarile Chiavaccini

di Angiolo Gherardini
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La Compravendita Immobiliare nella Toscana Post-Unitaria

Il fascicolo in esame offre una finestra dettagliata sulle dinamiche patrimoniali e legali della Toscana di fine XIX secolo, un periodo caratterizzato da fermenti economici e consolidamento delle pratiche notarili. Il documento è un atto notarile di compravendita di beni immobili e voltura catastale, rogato dal Notaio Niccolò Chiavaccini nel venti aprile 1888 a Montepuoli, nello studio del Notaro presso la sua casa di Abilitazione al Ministero, mentre il Notaio stesso era residente in Montopoli.

Le parti coinvolte nella transazione sono il Signor Francesco Del Frate Ferrini, in qualità di venditore, e i Signori Egisto e Don Luigi Bruschi, fratelli e acquirenti. La stipulazione è avvenuta alla presenza di numerosi testimoni e figure di rilievo, tra cui il Dott. Giovanni Becherelli, che assisteva una delle parti. Altri testimoni includono Antonio del fu Giuseppe Br’garze, presidente in Montaione, e Stigno de fu Giudeppe Bartol. Bottegai di Montopoli. Questo quadro di presenze sottolinea la formalità e la validità legale dell’atto.

Dettagli della Proprietà e Clausole Specifiche

L’atto descrive con minuzia i beni oggetto di compravendita. Includono un complesso di terreni e strutture adibite a frantoio, completo di accessori essenziali per la lavorazione delle olive, come macine, piatti e lucerne. La trascrizione dettaglia:

“una delle quali a tenere per uso di fra” tolio da olive con stretto vile, madrevite de pau, lucerna di pilita, macina con frustio di saiba, piatte, saladaria, e tutti gl’ altri oggetti esistenti in detto stanzino per uso del fra” tolio; altra stanza parimente a terreno, un pi” colo stanzino pozzo, e deposito del pesino. Fr. saluiente la tenza stanzina per uso di Olivio, al di sopra di quella del fruttico, delle stanzin giano parte di una casa posta in Palau in luogo detto – Bociamo -“

Viene inoltre menzionato un frutto di terra tenuto per uso di orto, posto in Palaja e congiunto dalla Via del Rose, identificato nella sezione F, particella 186. La compravendita è avvenuta per un prezzo di Ottocento Cinquanta Lire versato per il Signor Francesco Del Frate Ferrini, e per i Signori Egisto e Don Luigi Bruschi è indicato un prezzo di Cinquecento Lire. Le spese di registrazione dell’atto sono state ripartite “per eguale misura” tra le parti.

Un punto saliente dell’accordo è la rinuncia da parte del Sig. Del Frate Ferrini a un diritto di passo o servitù sul terreno del “fu giardito passaru” a favore dei Fratelli Bruschi. Questa clausola è chiaramente formulata come condizione essenziale per la conclusione dell’acquisto:

“tale servito dovra nell’giutecy e serve e non sara piu nel dritto del sig. 121. Frate Ferrini di fare notare il terreno del fu giardito passaru sopra il terreno da Liguri Fratelli Bruschi, ben mutuo che in ciu non avremmo alcuna ingeragene ne respectivita,i rivetitori, e a detta servitio. fun d’ora il Sig. Del Frate Ferrini e reunizia, senza la quali renunziosi Liguri Bruschi non avremmo anyi amibero fatta la compa del dott. Ferrini.”

Il documento specifica inoltre la voltura catastale al Catasto del Comune di Palaja “per pagarne sopra di essa tutte le correnti imposizioni”, sottolineando la regolarità e l’onere fiscale della transazione.

La Registrazione e l’Eredità Documentale

L’atto è stato registrato a Montalto (o Munianto) il 10 Maggio 1888, circa venti giorni dopo la stipula. Tale immediatezza indica l’importanza e l’urgenza dell’operazione per le famiglie coinvolte. I costi associati alla registrazione sono distinti: Diritto L. 5.00, Carta L. 2.60, Asslferato L. 2.00, per un totale di L. 10.60. La registrazione è avvenuta presso l’ufficio competente, a conferma della validità legale e della trasparenza del processo.

Questo fascicolo rappresenta una risorsa preziosa per gli studiosi delle pratiche notarili, della gestione patrimoniale e delle relazioni economiche inter-familiari nella Toscana del XIX secolo, fornendo un caso concreto di compravendita di beni produttivi in un contesto di espansione economica e sviluppo immobiliare post-unitario. Esso documenta non solo una transazione, ma anche l’apparato legale e burocratico che ne garantiva la validità e l’iscrizione nel patrimonio territoriale del neonato Regno d’Italia.