Storia locale · 1 Maggio 2026

Cronache Rurali del Settecento: Lavori Edili al Podere del Lago

di Angiolo Gherardini
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Un Fascicolo di Lavori nel Tardo Settecento

Dall’archivio emerge un fascicolo datato tra il 1789 e il 1795, che documenta i lavori edili presso il “Podere del Lago”. Questa raccolta di rilievi metrici e ricevute di pagamento offre uno spaccato dettagliato delle pratiche costruttive e contabili dell’epoca, rivelando il modus operandi tra proprietario e artigiano nella gestione di interventi su una proprietà rurale.

Il documento inizia con una minuziosa serie di misurazioni, espresse in “braccia”, relative a diverse strutture del podere. Vengono registrate con precisione le dimensioni di elementi quali il tetto, il solaio, i muri divisori, il camino, il portico, il forno, la loggia, il pollaio e persino le mangiatoie. Tali rilievi non erano semplici registrazioni, ma la base per calcolare le superfici e, di conseguenza, il valore del lavoro svolto. Ad esempio, una delle annotazioni riporta: “Il tetto lunghezza b: 48: e Sua larghezza da b: 17: 4: riguardata – – = 2495: nnr: 10: -“, indicando chiaramente il calcolo delle superfici per la quantificazione dell’opera.

Dalle Anticipazioni al Saldo Finale

La seconda parte del fascicolo si concentra sugli aspetti economici dei lavori. Si evincono pagamenti e forniture iniziali distribuiti tra il 1789 e il 1790, a dimostrazione di un cantiere di lunga durata. Vengono annotate consegne di materiali come “n 32: canne di tavole” e “n 100: Mattoni marzotti”, alternati a versamenti in contanti, che testimoniano una gestione dinamica delle risorse.

Il culmine del documento è rappresentato dalla ricevuta di saldo, datata 29 aprile 1795. In essa, il muratore Giuseppe Bazzotti dichiara di aver ricevuto dal “Sig:r Padrone Dottore Niccolo Del Frate Scudi trenta quattro p[er] Saldo Del inportare della cosa del ago p[er] lavoro fatto a misura a 7-: 10: il braccio”. È interessante notare come il saldo finale di 34 scudi non includesse “Scudi dieci Sborzati a Leonardo mio fratello e Scudi Sei inportaz:e di tanto oglio parimente conse-gniato a me desimo”, evidenziando pratiche di pagamento che andavano oltre il semplice denaro, includendo crediti a terzi e compensazioni in natura, come l’olio.

Uno Spaccato di Economia Rurale del Settecento

Questo fascicolo è una risorsa preziosa per comprendere le dinamiche economiche e lavorative nel tardo Settecento. Non solo illustra le unità di misura locali (“braccia”) e il costo unitario del lavoro (“a 7-: 10: il braccio”), ma documenta anche la complessa prassi di saldo e liberatoria tra proprietario e artigiano. La dichiarazione finale di Giuseppe Bazzotti di essere “contento e Soddisfatto ed ed interamente pagato dogni e qualunque mio avere facendo al medesimo Fine e quitanza generale et in fede Mano Propia dico” chiude il rapporto lavorativo, fornendo un esempio autentico di contabilità rurale e delle relazioni contrattuali del periodo.