Storia locale · 30 Maggio 2026

Cronache giudiziarie nella Toscana del tardo Settecento: tra delitti di veleno e contese di vicinato

di Angiolo Gherardini
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La giustizia penale dell’Ancien Régime: il caso di avvelenamento del 1751

Le carte d’archivio datate tra il 1790 e il 1793 restituiscono i dettagli di un drammatico procedimento penale relativo a un avvelenamento avvenuto molti anni prima, il 31 ottobre 1751. Il caso, esaminato dal Fiscale e dal Magistrato degli Otto, ruota attorno alla somministrazione di cibo tossico a un uomo di nome Masotti e a tre suoi compagni, i quali manifestarono gravi sintomi quali vomito, dolori di stomaco e rilassazione dei membri; uno di essi morì entro ventiquattro ore dal consumo. Le relazioni d’epoca redatte da un medico fisico, da un chirurgo e da due periti in farmacia verificarono che i cibi erano stati avvelenati.

Il movente del delitto risiedeva in una relazione adulterina e nella conseguente gravidanza della donna coinvolta, unita al timore del prossimo rientro del marito di lei, che avrebbe interrotto la relazione. Gli indizi principali consistevano nel ritrovamento di arsenico cristallino nella casa della co-imputata e nelle menzogne pronunciate dagli accusati durante gli interrogatori. Di particolare rilevanza storica è il dibattito procedurale sull’opportunità di sottoporre la complice alla tortura della corda (“torquersi la corda con li quarti d’ora di fune”) per estorcerle una confessione. Nonostante la donna abbia resistito al tormento mantenendo la negativa, la sentenza finale del maggio 1793 propose la pena di morte tramite forca e squarto per l’imputato principale e dieci anni di carcere per la complice.

Proprietà e conflitti sociali: la lite per la casa di Palaia

Accanto alla cronaca nera, i documenti illustrano la conflittualità civile legata alla proprietà immobiliare e ai diritti di prelazione (o retratto) nella comunità di Palaia. Una complessa vertenza oppose Gaetano Monteforti, Carlo Casserini e Carlo Lazzerini a Marco Morelli. Quest’ultimo rivendicava il diritto di precedenza sull’acquisto di una casa d’abitazione con annesso terreno. Gli opponenti contestarono duramente la richiesta, definendo il Morelli “miserabile” e accusandolo di aver ottenuto il denaro necessario esclusivamente tramite un prestito da terzi.

Secondo la tesi difensiva dei contendenti, l’azione del Morelli non era mossa da un reale interesse economico, bensì da uno “spirito di emulazione” e da una collusione volta a danneggiare l’acquisto della casa da parte del Casserini e del Lazzerini, poiché il prestito avrebbe concesso al creditore un diritto reale sull’immobile. Per sbrogliare la matassa giuridica, le parti richiesero l’intervento e l’elezione di un “Savio”, ovvero un perito arbitro, in conformità con le norme degli statuti locali.

Giuramenti solenni, debiti e corrispondenza privata

Il fascicolo documenta anche le severe pratiche giudiziarie dell’epoca, come dimostra il formulario di interrogatorio (“Posizioni”) per Giovanni Mighierini relativo all’affitto di due pezzi di terra a Santo Pietro, in località Guacciata. Prima di rispondere, l’inquisito doveva prestare un giuramento di straordinaria durezza, ponendo la mano sul crocifisso e invocando la propria dannazione eterna e la rovina della famiglia e del bestiame in caso di falsa testimonianza:

“Sig[no]r mio Gesù Cristo […] se adesso nelle risposte che devo dare alle Posizioni che mi saranno lette non dirò la pura verità, fatemi andar dannato, fate che cada sopra la mia famiglia, e Bestiame, acciò serva di esempio a tutti quelli che giurano il falso”

La vita economica del territorio emerge inoltre da un chirografo privato dell’8 agosto 1773, con il quale alcuni fabbricanti di basti (“Bastieri”) di Palaia si dichiararono debitori di trenta scudi nei confronti del Canonico Suddecano Gabriello Riccardi. Infine, lettere private come quella inviata da Pier Antonio Lensi da Empoli nel 1791 sull’esito infelice di una causa, o la richiesta di fedi di stato libero indirizzata al nuovo Vescovo di Massa per un matrimonio a Terricciola, completano il quadro di una società fortemente regolata da reti clientelari e legami di credito.