Storia locale · 16 Maggio 2026

Vita Quotidiana e Affari nel XVIII Secolo: Uno Sguardo Dagli Archivi Toscani

di Angiolo Gherardini
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Tra Doti e Matrimoni: Strategie Familiari

Il fascicolo in esame, composto da una variegata raccolta di scritture private e notarili redatte tra la fine del Seicento e l’inizio dell’Ottocento, offre una preziosa panoramica sulle dinamiche familiari e patrimoniali nel XVIII secolo, con particolare riferimento all’area pisano-fiorentina. Al centro di molti documenti vi sono i contratti matrimoniali e i patti dotali, strumenti fondamentali per la gestione e la trasmissione della ricchezza.

Questi atti disciplinavano con minuzia i pagamenti, le forme di investimento in “Luoghi di monte e beni stabili cauti e sicuri da dovere stare p[er] un vero e proprio fondo dotale”, e i frutti dotali, espressi in scudi e percentuali. Le clausole di autonomia erano frequenti, come si evince da divieti di alienazione senza consenso o decreto giudiziario, e dalla condizione che il capitale dotale “non possa obbligarlo a favore di alcuno senza il legittimo assenso o decreto di giudice”. Vi erano inoltre precisi obblighi di mantenimento del coniuge e dettagliate modalità di restituzione della dote in caso di scioglimento del matrimonio, come emerge, ad esempio, dagli accordi delle famiglie Serretti, Ferretti, Bassilichi e Berretti.

Non mancavano le questioni ecclesiastiche legate alla vita familiare e comunitaria. Una supplica del 1735 mostra il pievano Jacopo Corsi di Palaia, settantenne, richiedere per il nipote Mariano Corsi la nomina a coadiutore, sperando di “gratificare p[er] darli rimembranza di di lui affetto, e di più p[er]ché meglio potesse essere assistito il Popolo in spiritualibus”. Documenti come la dispensa quaresimale per l’Ill.mo Giglio Rubens, “p[er] l’età grave d’Anni 72”, attestano la presenza della Chiesa nelle pratiche quotidiane.

Economie, Proprietà e Affari Commerciali

L’economia del periodo si rivela attraverso numerosi atti che regolano l’affitto triennale e la cessione di “entrature e botteghe”. Documenti relativi al negozio di “Merciajo Tabaccajo ed altri genere e specialmente in Cera” dei Marchionni a Firenze, in Via degli Strozzi, illustrano le dinamiche commerciali, le perizie sul capitale e i patti di riserva di dominio fino al completo pagamento dell’entratura. Un contratto tra Jacopo Marchionni e Gaetano Massi, ad esempio, fissa il capitale del negozio a “scudi 767. 6.6: 10:” e un prezzo di entrata di sessanta scudi, con la condizione che “fino a tanto che non sarà da detto Masi pagato l’importare di d[ett]a entratura s’intenda riservato il dominio di quella al d[ett]o Sig[no]re Marchionni”.

Si rintracciano anche cessioni di entrature, come quella tra Vincenzo Bandini e Francesco Bambi nel 1686, per una bottega “ad uso di merciaio”, confermando la continuità degli affari. Procure e facoltà estese permettevano la stipulazione di contratti di livello per case, come quella in Borgo Ognissanti a Firenze, prevedendo canoni annui e il pagamento di un “laudemio o sia entrata”, con imposizioni e oneri a carico del conduttore.

Le perizie e le stime patrimoniali erano pratiche comuni. Istruzioni dettagliate del 1794-1795 per perizie di “mobili biancheria quadri attrezzi e argenti” della famiglia Ricciarelli a Volterra, specificavano di “Stimare Capo p[er] Capo i sud[dett]i Mobili con riferire il prezzo e valore di ciascheduno di essi come se si dovessero vendere”. Curiosamente, un quadro “del Volterrano rappresentante Elia nel deserto” doveva essere descritto ma senza indicazione di prezzo. Un accomodamento amichevole del 1795 risolve una lite tra Marco Martelli e Michele Angiolo Bini riguardo la compravendita di cavalli, preferendo evitare un “dispendioso Giudizio”.

Dalle Cronache Locali a Scenari Remoti

Oltre alle vicende locali, il fascicolo offre spunti su una più ampia connessione con il mondo esterno. Un certificato di domicilio del 1735 attesta la residenza della famiglia Bonfiglioli a Londra “da quaranta anni in quà”, dove esercitavano “Bottega di Fondaco”, prima di tornare a Palaia. Un documento frammentario, ma di notevole interesse, rivela frammenti di notizie internazionali: si parla di “franzesi” oziosi in Sicilia e Messina, di “Corsali olandesi” nei mari di Sardegna e di pescatori “olandesi e hamb[urghesi] in groenland” presi dai francesi. Questo contesto globale si riflette persino nei prezzi, con l’olio di balena “cresciuto in prezzo il vltimo vend[ut]o a 20 s[ol]di il barile ora pretend[on]o più”.

Infine, i certificati amministrativi testimoniano la gestione burocratica delle proprietà, come il “Certificato di Cangiamento di Domicilio Conservazione dell’Ipoteche di Volterra” del 1813, che registra il trasferimento di un’iscrizione ipotecaria in favore dei Signori Francesco e Giuseppe Del Frate di Palaja.